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Orazio Spoto: “I miei ricordi, la mia Saturnia”

Amarcord

Orazio Spoto: “I miei ricordi, la mia Saturnia”


12 Mag 2022

“Sono scaramantico e voglio esserlo sino alla fine. Ho visto tutte le partite sul web sinora. Non verrò nemmeno per la finale. Soffrirò in silenzio a casa”. Orazio Spoto ha legato la sua vita di uomo e di sportivo alla Saturnia, prima da giocatore, allenatore e, poi, da presidente. “Quando ho cominciato a giocare a pallavolo – racconta – era il 1965. Giocavo nel ruolo di schiacciatore e partecipavamo al campionato Csi. Per un quindicenne la Saturnia era una seconda casa, una grande famiglia. Nel 1967 cominciò ufficialmente la sua avventura nella Fipav sino agli straordinari giorni nostri”.

Un riferimento in campo e anche fuori, Spoto è diventato massimo dirigente della società dal 1992, dopo la guida di Piero Scuderi. “Una grande famiglia, un ritrovo per tanti giovani castellesi. All’interno ci si aiutava, ci si incoraggiava, si lottava sportivamente e ci si confrontava sempre”.
Da giocatore quante sfide sotto rete. “Conservo da giocatore ricordi bellissimi del mio allenatore Scavuzzo. Mi ha aiutato a crescere e a migliorare. Farei un torto a non citare Enrico Blanco, il nostro deus ex machina. Persone straordinarie che mi hanno accompagnato in tutta la vita”.

Le prima partite della Saturnia si giocavano all’aperto. “Le sfide di quei primi anni da favola le disputavamo in terra battuta. Eravamo in Seconda Divisione. Poi, negli anni, siamo cresciuti, riuscendo poi conquistata la ribalta nazionale di giocare dentro un impianto al coperto”.
Una passione straordinaria per la pallavolo trasmessa al figlio Antonio, che era un opposto mancino, e alla figlia Valeria, che giocava al centro. “Diciamo che era ormai una questione di famiglia, ma sono felice perché la pallavolo li ha aiutati a crescere bene”.

I risultati negli anni contribuivano a far crescere la Saturnia. “Determinante lo straordinario contributo in panchina di Elio Motta e nella dirigenza di Luigi Finocchiaro, me li porto nel cuore. Per un soffio non siamo andati in A2”. Quante generazioni sono passate nella Saturnia. “Ho sempre avuto un grandissimo rapporto con tutti gli atleti. Non ho mai bloccato nessuno. Oggi sento profondamente il loro affetto anche a distanza di anni. Ho sempre avuto un cuore tenero”. Sfogliando il libro dei ricordi Spoto arriva alla pagina della promozione in B1. “Fu una grande festa per Aci Castello. Giocavamo a Cannizzaro, le tribune erano strapiene. La vittoria più sofferta da presidente”.

Per Orazio Spoto c’era un amico speciale, Michele Toscano, scomparso purtroppo prematuramente. “Un grandissimo centrale. Un giocatore davvero speciale. Un grandissimo uomo. Mi legano a lui ricordi unici, a prescindere dalla parentela, per me era un grande amico. Tanti i momenti di vita e in palestra, quando giocavamo insieme. In auto il posto accanto a me nella mia auto era sempre il suo. E guai a chi glielo toccava”.

Oggi il presidente della Saturnia è Luigi Pulvirenti. “Mio cugino è un grandissimo appassionato. Avevo intenzione di cedergli la squadra anni addietro. Poi nel 2019 ha accettato e ne sono stato davvero felice. I risultati e la crescita confermano il suo valore”.